lunedì 19 agosto 2013

Casa Malaparte a Capri

“La Casa Malaparte, come la pensò Libera, è una casa di riti e rituali, una casa che immediatamente ci riporta, con brivido, ai misteri e ai sacrifici egei: un gioco antico in una luce italiana. Ha a che fare con gli dei primitivi, e con le loro implacabili richieste. Con l’inghiottire pietre e foglie e restituirle come mare e cielo. Con lo scegliere il bene e il male, e con l’inevitabile pathos dell’errore. Con il vuoto delle caverne e l’inaccessibilità del sole. Con il rifiuto dell’astrazione e l’incanto lirico.” Così John Hejduk (architetto newyorkese, teorico della progettazione architettonica nel gruppo Five Architects con Eisenman, Graves, Gwathmey & Siegel e Meier) scriveva nel saggio “Casa come me” su Domus nel 1980, riportando alla luce l’interesse su un edificio la cui controversa realizzazione, avvenuta tra il 1938 e il 1942, vede come protagonisti il giornalista e scrittore Curzio Malaparte e l’architetto Adalberto Libera. Casa Malaparte sul Capo Massullo a Capri, la cui paternità ha diviso da tempo gli studiosi rendendone complessa l’attribuzione è una delle opere più straordinarie dell’architettura moderna del novecento.

bibliografia
John Hejduk, “Casa come me” in Domus n. 605, aprile 1980
Franco Purini, “Architettura senza architetto?” in Casabella n. 582, settembre 1991
Chiara Baglione, Angelo Broggi, Renata Codello, Marida Talamona, “La conservazione di Casa Malaparte” in Casabella n. 648, settembre 1997
Mario Ferrari, “Adalberto Libera, casa Malaparte a Capri, 1938-1942”, Ilios Editore, Bari, 2008

Nella Casa Malaparte è stato ambientato il film “il disprezzo” , dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, del 1963 con Brigitte Bardot e Michel Piccoli

http://www.youtube.com/watch?v=H-SYpoLrVwI

fotografie di: Lorenzo Bocca