venerdì 14 giugno 2013

Teoria dei colori

Un po’ come Goethe che si appassionò alla teoria dei colori e li riteneva da romantico vivi e umani, non solo puro fenomeno fisico e ottico ma un qualcosa che attinge all’animo, il poeta marchigiano Luigi Bartolini (1892-1963), da pittore qual era gioca a tracciare il legame tra i colori e le loro manifestazioni naturali, sociali, storiche: ne ricava una teoria dei colori che riesce a trasformarli in sentimenti.


Luigi Bartolini, Colori


Nero: sei il nero Inferno, le oscure sue porte,
l’arco di Stige sei, l’ombra di sera, il fiato di notte,
la triste coltre, che in ultimo ci riscopre;
nero, colore dispensiere di Morte.

Rosso, oh tu, fra i colori il più giovane,
per te in fuga si pone malinconia;
colore di corolle fragranti e di labbra accese,
sei l’anima dei sensi, oh colore terrestre!

Azzurro, mite e puro che i cieli dischiudi;
veste degli angeli, letto del mare: la tua nobiltà
sorride anche nelle umili stelle dei fiordalisi
(tu, caro emblema a Enrico d’Ofterdingen).

Verde, color di pace pei campi al mattino;
verde speranza; sopra di te riposarmi vorrei;
sostare ancora una volta alle tue luci, alle tue ombre,
cupo verde dei boschi, di saggine chiaro verde.

Viola, trapasso di ore, seduzione dell’infinito;
di doppia vita partecipi, alle albe e ai tramonti;
colore delle nuvole, e di Roma, da Monte Mario,
colore delle distanze e degli attutiti clamori.

Giallo, colore dell’Oriente, allegria, infedeltà,
stole trapunte d’oro, vesti d’odalische, raggi di sole;
esuberanti distese di grani maturi fra i tulipani;
ma la tua vita è breve, oh colore senza soste!

Bianco, a te solitario, a te amico,
tutto nascondi dietro l’immobile viso,
colore della Sfinge; celata dalle tue ali la sorte
nostra ultima tu già conosci, silenzioso, impenetrabile.


Ringrazio Daniele Riva, curatore del blog Il canto delle sirene (consigliata l'immediata consultazione) per l'autorizzazione alla pubblicazione del post.

cantosirene.blogspot.it


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