lunedì 8 agosto 2011

Articolo 9 della Costituzione Italiana


In una serata calda di fine luglio ed in una sala semideserta, l’Amministrazione Comunale di San Bassano presentava ai pochi cittadini presenti il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
La lettura dei numerosi documenti e le parole dell’Architetto che ha redatto il Piano fanno pensare ad un buon progetto; la parola d’ordine ricorrente è “difesa del suolo” e massima attenzione al contesto paesaggistico con la valorizzazione del Parco del fiume Serio Morto. Ma non è così.
Ho analizzato i dati, sono partito da una immagine aerea del 1981, ho verificato la quantità di superficie urbanizzata in trent’anni ed ho confrontato le ipotesi di espansione proposte (nel PGT “ambiti di trasformazione”).
Ecco cosa è emerso.
 La superficie del “costruito” nel 1981 era di 577.000 metriquadrati
Il Nucleo di Antica formazione
 Le aree residenziali realizzate dal 1981 al 2011 occupano un area di 100.300 metriquadrati 
(alcune di queste aree sono state urbanizzate ma non ancora completate)
 Le aree artigianali/industriali realizzate dal 1981 al 2011 occupano un area di 64.500 metriquadrati. 
Prima del 1981 l’area artigianale/industriale era di 21.600 metriquadrati. 
In totale oggi l’area aproduttiva occupa una superficie di 86.100 metriquadrati.
Nel nuovo PGT sono previsti tre ambiti di trasformazione residenziale per una superficie 
complessiva di 86.500 metriquadrati
Nel nuovo PGT è previsto un ambito di trasformazione a destinazione artigianale/industriale 
che occupa una superficie di 83.900 metriquadrati.
 Aree agricole già ipotecate per futuri ampliamenti al limite del costruito

In sostanza il PGT prevede un consumo di suolo totale di 170.400 metriquadrati in quindici anni, una percentuale del 23% rispetto all’edificato esistente contraddicendo in tal modo la volontà (solo espressa a parole) di difesa del suolo.
Invece di tenerci stretta questa nostra terra, la nostra ricchezza, il nostro paesaggio, cementifichiamo, costruiamo e aggiungiamo, assistendo quotidianamente, quasi impotenti,  allo scempio del nostro territorio.
Il consumo di suolo ha assunto dimensioni inquietanti manifestandosi attraverso una urbanizzazione estesa e aggressiva che porta alla realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, artigianali, industriali, commerciali e con essi naturalmente nuove strade, svincoli, rotatorie.
Una violenza quotidiana in nome di un falso progresso.
Le Amministrazioni locali ( che versano in condizioni economiche precarie) molto spesso, con una visione miope e con il miraggio del cosiddetto “sviluppo”, concedono nuove aree alla cementificazione e in tal modo pensano di far quadrare i conti attraverso la monetizzazione del territorio.
E’ un circolo vizioso che a molti può sembrare l’unica via d’uscita dalla crisi, ma che però può portare ad espansioni senza limite del territorio, sottraendo suolo fertile, annullando le sue caratteristiche paesaggistiche, sfigurandolo con l’aggiunta di elementi anonimi e volgari, periferie tutte uguali e degradate in ogni paese.

Articolo 9 della Costituzione Italiana
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

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