sabato 27 agosto 2011

27 agosto 1965

Nel 1951 Le Corbusier, sull'angolo di un tavolo del ristorante L'Etoile de Mer disegna il Cabanon, un vano che misura 336x336x226 centimetri (le dimensioni del Modulor); una capanna interamente in legno realizzata a Cap Martin (Francia), posta sul pendio con vista sul mare e su Monaco. A pochi passi dalla famosa casa E-1027 di Eileen Gray e Jean Badovici, Le Corbusier scelse per se una sistemazione molto umile posta sugli stessi terreni di una piccola taverna dei fratelli Rebutato. Nel Cabanon ci sono solo due letti, un tavolo, un lavabo e un gabinetto. Le Corbusier dipinse di giallo il pavimento in legno e nel 1956 creò un murale per decorare l'ingresso. Qualche metro più in là realizza una altra piccola costruzione per potere lavorare e conservare i disegni. Il 27 agosto 1965, durante una nuotata fu colpito da un attacco cardiaco e morì, in quel mare Mediterraneo che amava molto, a pochi metri dal suo Cabanon.


Il Cabanon di Le Corbusier
Roquebrune- Cap Martin (Francia)
foto: L. Bocca

giovedì 25 agosto 2011

Wright, progetto di una azienda agricola

Frank Lloyd Wright - Azienda agricola a prova di incendio per fattorie di limitata estensione
disegno di Lorenzo Bocca, 1978
matita su carta, 60 cm x 29 cm

venerdì 19 agosto 2011

mercoledì 17 agosto 2011

sabato 13 agosto 2011

mercoledì 10 agosto 2011

lunedì 8 agosto 2011

Articolo 9 della Costituzione Italiana


In una serata calda di fine luglio ed in una sala semideserta, l’Amministrazione Comunale di San Bassano presentava ai pochi cittadini presenti il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
La lettura dei numerosi documenti e le parole dell’Architetto che ha redatto il Piano fanno pensare ad un buon progetto; la parola d’ordine ricorrente è “difesa del suolo” e massima attenzione al contesto paesaggistico con la valorizzazione del Parco del fiume Serio Morto. Ma non è così.
Ho analizzato i dati, sono partito da una immagine aerea del 1981, ho verificato la quantità di superficie urbanizzata in trent’anni ed ho confrontato le ipotesi di espansione proposte (nel PGT “ambiti di trasformazione”).
Ecco cosa è emerso.
 La superficie del “costruito” nel 1981 era di 577.000 metriquadrati
Il Nucleo di Antica formazione
 Le aree residenziali realizzate dal 1981 al 2011 occupano un area di 100.300 metriquadrati 
(alcune di queste aree sono state urbanizzate ma non ancora completate)
 Le aree artigianali/industriali realizzate dal 1981 al 2011 occupano un area di 64.500 metriquadrati. 
Prima del 1981 l’area artigianale/industriale era di 21.600 metriquadrati. 
In totale oggi l’area aproduttiva occupa una superficie di 86.100 metriquadrati.
Nel nuovo PGT sono previsti tre ambiti di trasformazione residenziale per una superficie 
complessiva di 86.500 metriquadrati
Nel nuovo PGT è previsto un ambito di trasformazione a destinazione artigianale/industriale 
che occupa una superficie di 83.900 metriquadrati.
 Aree agricole già ipotecate per futuri ampliamenti al limite del costruito

In sostanza il PGT prevede un consumo di suolo totale di 170.400 metriquadrati in quindici anni, una percentuale del 23% rispetto all’edificato esistente contraddicendo in tal modo la volontà (solo espressa a parole) di difesa del suolo.
Invece di tenerci stretta questa nostra terra, la nostra ricchezza, il nostro paesaggio, cementifichiamo, costruiamo e aggiungiamo, assistendo quotidianamente, quasi impotenti,  allo scempio del nostro territorio.
Il consumo di suolo ha assunto dimensioni inquietanti manifestandosi attraverso una urbanizzazione estesa e aggressiva che porta alla realizzazione di nuovi insediamenti residenziali, artigianali, industriali, commerciali e con essi naturalmente nuove strade, svincoli, rotatorie.
Una violenza quotidiana in nome di un falso progresso.
Le Amministrazioni locali ( che versano in condizioni economiche precarie) molto spesso, con una visione miope e con il miraggio del cosiddetto “sviluppo”, concedono nuove aree alla cementificazione e in tal modo pensano di far quadrare i conti attraverso la monetizzazione del territorio.
E’ un circolo vizioso che a molti può sembrare l’unica via d’uscita dalla crisi, ma che però può portare ad espansioni senza limite del territorio, sottraendo suolo fertile, annullando le sue caratteristiche paesaggistiche, sfigurandolo con l’aggiunta di elementi anonimi e volgari, periferie tutte uguali e degradate in ogni paese.

Articolo 9 della Costituzione Italiana
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Composizione n. 38/2011

Lorenzo Bocca
Composizione n. 38/2011
acrilico su cartone
50 cm x 50 cm

venerdì 5 agosto 2011

martedì 2 agosto 2011