giovedì 3 marzo 2011

Le sette invarianti dell’architettura secondo Bruno Zevi, applicate a Bruno Zevi

prima invariante
seconda invariante
terza invariante
quarta invariante
quinta invariante
sesta invariante
settima invariante

Nel 1973 Bruno Zevi codifica i sette principi della corretta progettazione.
Jean Marc Schivo li applica allo stesso Zevi: vengono pubblicati in “Zevi su Zevi” nel 1977.
Lorenzo Bocca, affascinato dalle teorie zeviane li ridisegna nel 1980

Prima invariante: elenco delle funzioni (Bruno Zevi destrutturato nelle sue componenti)
Seconda invariante: asimmetria e dissonanze (Bruno Zevi asimmetrico e dissonante, inclusi gli ascessi dentari)
Terza invariante: tridimensionalità antiprospettica (Bruno Zevi nella mobilità del punto di vista)
Quarta invariante: scomposizione quadridimensionale (Bruno Zevi ridotto in lastre De Stijl)
Quinta invariante: strutture in aggetto, gusci e membrane (Bruno Zevi vertebrato dall’ingegneria)
Sesta variante: temporalità dello spazio (fluenze e circuiti in Bruno Zevi)
Settima invariante: reintegrazione edificio, città, territorio (Bruno Zevi coinvolto nel mondo sociale)

Bibliografia:
Bruno Zevi, “il linguaggio moderno dell’architettura”, Einaudi, Torino, 1973
Giovanni Klaus Koenig, “Analisi strutturale delle sette invarianti zeviane”, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1976
Bruno Zevi, “Zevi su Zevi”, Editrice Magma, Milano, 1977

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