mercoledì 2 febbraio 2011

Studio dei colori nel Medioevo



Sistemi simbolici e della sensibilità fondati sul colore nel Medioevo - tavole di L. Bocca

Nell’alto Medioevo occidentale vengono costruiti sistemi di sensibilità centrati sul colore basati su tre colori fondamentali: il bianco (privo di colorazione e pulito), il nero (privo di colorazione e sporco) e il rosso (colorato). Le tensioni bianco/nero e bianco/rosso sono molto forti e capaci di esprimere le relazioni di intensità costruite su concetti quali chiaro/scuro, opaco/lucido, vuoto/pieno, caldo/freddo, triste/allegro. Gli altri colori ( verde, giallo, blu ecc.) non sono “proibiti” ma occupano un posto secondario all’interno dei vari sistemi costruiti sul colore. Sono relegati a ruoli subalterni: il giallo viene assimilato al bianco, mentre il blu e il verde sono considerati una sorta di nero particolare. Blu, verde e nero definiscono il concetto di scuro. Nel XIII secolo si assiste alla disgregazione del vecchio schema ternario bianco-rosso-nero. Il nuovo sistema dei colori si sviluppa linearmente su una scala gerarchica che si estende dal bianco al nero passando attraverso il rosso, ma dove trovano posto altri colori tra cui il blu. Questo colore che tre secoli prima, per l’uomo carolingio, non significava nulla, diventa nel XIII secolo un colore a pieno titolo, una tinta apprezzata e ambita. Inizia così a fare concorrenza al rosso che fino ad allora era considerato il colore per antonomasia. Concorrenza destinata a durare fino al XVIII secolo finchè il blu prenderà il sopravvento. Oggi il blu è diventato il colore delle civiltà occidentali tanto che più della metà della popolazione adulta europea lo cita come colore preferito in assoluto. Nel medioevo il blu è un colore luminoso e saturo: un colore per essere bello quindi deve essere puro, luminoso e saturo. Il colore per l’uomo medioevale è innanzitutto ciò che serve a classificare, ordinare, distinguere, associare, opporre ecc. Nel XIV secolo il rosso e il giallo sono colori imposti, obbligati: il rosso distingue i Cristiani dediti ad attività disonoranti o colpiti da infermità che per la mentalità medioevale costituisce il segno esteriore del peccato. Il giallo è il colore discriminante, cioè di coloro che non appartengono alla comunità cristiana. Il giallo, nella simbologia dei colori del tardo Medioevo rappresenta il colore della falsità e del tradimento (nel dipinto “La cattura di Cristo” di Dirk Bouts il Vecchio 1415-1475, Giuda indossa un vestito giallo). Con la comparsa del colore oro (che costituisce l’aspetto positivo del colore giallo), tutte le tonalità del giallo incarnano la malvagità. L’abbinamento del giallo con il verde rappresenta il colore del disordine, della mancanza di principi e della follia, non a caso troviamo la loro presenza negli abiti dei buffoni di corte. L’uso del giallo come colore negativo, fa si che il nero, simbolo di peccato e di morte, perda parte delle sue caratteristiche malvage.

(appunti tratti dal saggio “Vizi e virtù dei colori nella sensibità medioevale” di Michel Pastoureau, su Rassegna, settembre 1985)

2 commenti:

  1. Ciao ho letto con interesse il tuo blog. A me piace creare gioielli e volevo avere informazioni per una creazione in stile medioevale quindi avevo bisogno di sapere i colori e i materiali dell'epoca e mi sei stato utile. Ti ringrazio

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  2. Ciao, grazie per il tuo commento. Sono felice che alcune cose del mio blog ti siano servite per le tue creazioni. Sono curioso di vederle. Lorenzo

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