domenica 23 gennaio 2011

E' scomparsa Tullia Zevi

Corrado Cagli, L'albero della vita

Ieri sera, a 92 anni, è scomparsa Tullia Zevi, voce laica dell’ebraismo, colta e raffinata, per sedici anni presidente delle Comunità Ebraiche, moglie dell’architetto e critico dell’architettura Bruno Zevi.

Due giorni dopo l’arrivo a New York, riunione notturna in casa di Franco e Serena Modigliani, con una decina di giovani approdati gia da qualche mese in America. Relazionai sulla situazione italiana, sui caratteri del nuovo antifascismo. Tra quei giovani, una ragazza. Non sapevo come si chiamasse, non scambiammo una sola parola, forse non ci stringemmo neppure una mano. Ma in lei, per dirla in breve, riconobbi mia moglie. Senza passioni tumultuose, senza slanci irrazionali, o trabocchi emotivi – cio che poi dovava essermi rimproverato ripetutamente – provai un sentimento più nobile e solenne dell’attrazione: quello di un destino comune. All’indomani, chiesi a Cagli di consultare i tarocchi. Scelsi una carta, o un simbolo, per lei e uno per me. Seduto sul pavimento, metidabondo, Corrado giustappose le figure a lenti intervalli. Completata l’operazione, registrò con meraviglia che la seconda carta non era comparsa: “sembra starno ma non la incontrerai mai più, chiunque ella sia”. Partii per Cuba, al fine di ottenere il visto di residenza, intanto avvevo appreso che si trattava di Tullia Calabi, milanese, ebrea. Nell’albergo di La Habana, le scrissi una lunga lettera, rievocando l’Italia, gli amici, divagando sulla vita e i destini, senza allusioni personali dirette. Non mi rivolgevo ad una ragazza da conquistare, ma alla compagna, quasi fossimo sposati da tempo. Comprai delle piccole nacchere cubane, e gliele consegnai a New York, dopo un “seder” pasquale. Ci rivedemmo al Central Park, le detti la lettera, anzi gliela lessi, e decidemmo di fidanzarci. Ebbi l’impressione di recitare una parte estranea e scontata, gia esaurita. Volevo coninvolgera non in un idillio, ma nei tempi che si pongono dopo anni di matrimonio: gli studi, il lavoro, il tormento di identificarsi, gli scatti e le depressioni, l’autodistruttività, la ricerca di essere, più che felici, veri. Il nostro fidanzamento subì due brusche interruzioni, di cui entrambi soffrimmo. Tullia era irremovibile; tentava con tutti i mezzi di sottrarsi ad un destino che, a suo giudizio, non scaturiva da un amore. Trasferitomi a Cambridge, riallacciai, con notevoli sforzi epistolari, il rapporto. Riuscii a vincere i dubbi di Tullia o, meglio, a subordinarli; da lontano, scrivendo, era più facile che durante le rare gite a New York. Fissammo di sposarci nella sinagoga spagnola-portoghese il 26 dicembre 1940. La sera precedente il matrimonio, dissi a Cagli che qualcosa non aveva funzionato in quei tarocchi. Replicò: verifichiamo. Ancora una volta i due simboli non uscirono insieme: “Diverrete marito e moglie, ma non vi incontrerete mai. Auguri!” Come regalo di nozze, il disegno qui riprodotto, l’albero della vita. La coppia gioca e si trastulla nell’età mitica dell’infanzia: durante la maturità lui è troppo intento e perplesso per accorgersi di lei, che lo scruta in obliquo, dietro l’albero; da vecchi, nel fondo, si guardano.
Bruno Zevi da “Da Zevi su Zevi”, Editrice Magma, Milano, 1977

sabato 15 gennaio 2011

Particolari delle cartellette dei disegni di Tecnologia

Gloria (Classe 1D)
Giorgia (Classe 1D)

Gli alunni delle classi prime hanno concluso la realizzazione delle cartellette in cartoncino per la conservazione dei disegni di Tecnologia. Ecco alcuni particolari di cartellette particolarmente curate.

sabato 8 gennaio 2011

Prime composizioni d'anno

Composizione n. 3 (L. Bocca, acrilico su cartone, 50 cm x 50 cm)

Composizione n. 4 (L. Bocca, acrilico su catone, 50 cm x 50 cm)

lunedì 3 gennaio 2011

Ricerche compositive

Schema composizione n. 1
Composizione n. 1 (L. Bocca, acrilico su cartone, 50cm x 5t0cm)
Schema composizione n. 2
Composizione n. 2 (L. Bocca, acrilico su cartone, 50cm x 50cm)

sabato 1 gennaio 2011

L'anno nuovo di Rodari

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.