mercoledì 29 dicembre 2010

(Geografia 3) La carta Mercatore








(schemi realizzati da L. Bocca)

La proiezione su un piano della superficie terrestre porta inevitabilmente alla deformazione dell’oggetto da rappresentare. La carta geografica Mercatore (cartografo fiammingo che nel 1569 realizzò una carta che risponde alle esigenze degli esploratori, mercanti e naviganti) che vede il rapporto tra gli angoli inalterato è la più conosciuta e utilizzata, ma crea distorsioni sempre più grandi man mano che ci si allontana dall’equatore; ai poli la distorsione è massima. Così la Groenlandia appare con una superficie pari a quella dell’Africa che, in realtà, è quattordici volte più grande. Il confronto tra Groenlandia e Cina, Europa e Sud America, Scandinavia e India, Ex Unione Sovietica e Africa sono altri esempi della scarsa fedeltà alla realtà della carta Mercatore. Non è un problema solo di superficie geografica ma soprattutto di valenze culturali a vantaggio delle grandi potenze coloniali. La carta Mercatore rispecchia la mentalità eurocentrica dell’Europa del XVI secolo che ha l’ambizione di sfruttare terre lontane attraverso la conquista e il dominio coloniale. Se si tracciano le due diagonali sulla carta, si scopre che l’Europa conicide esattamente con il suo centro diventando quindi simbolo della conquista europea del mondo. Appare sconcertante il confronto tra la superficie del nord e del sud del mondo dove la linea dell’equatore non divide la carta in due parti uguali ma è posizionata nella parte meridionale dell’emisfero. Mercatore dunque fornisce una immagine del mondo distorta e non accettabile soprattutto dal punto di vista dei popoli del sud.

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