domenica 28 novembre 2010

Armature



dalle pagine del quaderno "strutture edilizie ed oltre..." - Classi seconde - L.Bocca (2009)
Armatura a tela (disegno alla lavagna, classe 2D, 27 novembre 2010, Lorenzo Bocca)
Armatura a saia (disegno alla lavagna, classe 2D, 27 novembre 2010, Lorenzo Bocca)

Tutti i tessuti sono realizzati secondo specifiche “armature”, ossia diversi modi con cui i fili si intrecciano tra loro: l’armatura è l’ossatura, la struttura del tessuto.
L’armatura a tela è la più semplice e la più usata. Il filo di trama passa alternativamente sopra e sotto quelli di ordito. I tessuti con questa armatura non hanno rovescio, ossia presentano lo stesso effetto sulle due facce. E’ l’armatura che presenta il maggior numero di punti di legatura, quindi da al tessuto la massima compattezza e resistenza.
L’armatura a saia si ha quando la trama si intreccia all’ordito non alternativamente, ma un filo si e due no, uno si e tre no, uno si e quattro no. Questa armatura da al tessuto un aspetto spinato, ordinato secondo le diagonali del quadrato. Diritto e rovescio sono differenti.

mercoledì 10 novembre 2010

Lettera a Borromini




foto L. Bocca
Caro Maestro, Le sarò sempre riconoscente. Molti anni fa, neoarchitetto, ho cercato e trovato nella Sua Opera le risposte alle questioni che mi affliggevano sulla Architettura. Cercavo una guida, e l'ho trovata in Lei, caro Maestro. A diciotto anni, per la prima volta, ho visitato le Sue opere, soprattutto la Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane. Sono rimasto affascinato dalla purezza delle linee, dal candore dello spazio, dalla geometria regolatrice. Ci sono ritornato parecchie volte: pensi che una volta rimasi così particolarmente colpito (dopo avere scoperto nuove prospettive e nuovi particolari) che quasi stavo per svenire.
Oggi mi basta soffermarmi su alcune immagini per ritrovare la gioia di essere architetto.
Grazie Maestro
devotamente Suo
Lorenzo

martedì 9 novembre 2010

Villa Obizza, un bene storico architettonico da salvare


(Foto L. Bocca)

Villa Obizza a Ricengo (CR) è un bene storico meritevole di essere salvato. Quando arrivi in auto la vedi subito da lontano, emerge imponente ed elegante nella campagna, un edificio la cui costruzione risale alla fine del seicento.
Si è colpiti dalla copertura, ormai purtroppo degradata e in parte crollata: causa la solita incuria e l'abbandono che ne ha provocato il continuo ed inesorabile degrado. Un gruppo di persone "illuminate" e sensibili tuttavia si è riunito per fare qualcosa ed ha costituito l'associazione "Daniele Verga - Amici Villa Obizza". Non solo, anche diversi Comuni, tra cui Crema, Offanengo e Romanengo hanno costituito la Fondazione Villa Obizza acquistando il bene e cercando finanziamenti per interventi edilizi di conservazione.
Nella "rete" stavolta è entrata anche la scuola che vede coinvolto l'Istituto Comprensivo "Falcone Borsellino" di Offanengo con l'intento di pubblicare un libro, a partire dalle esperienze didattiche delle singole scuole, attraverso l'educazione storica ed un laboratorio di scrittura creativa, la realizzazione di storie a fumetti nel campo della Educazione Artistica, la realizzazione di un modello in cartoncino della villa in Educazione Tecnica e lo studio del giardino in Scienze.
Un progetto che coinvolgerà diversi alunni dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di Primo Grado e che porterà alla conoscenza di questo bene storico ed architettonico del nostro territorio meritevole di tutela.

giovedì 4 novembre 2010

"Non ho mai detto di essere un bravo ragazzo" Van Morrison



“Per comprendere appieno la statura di Van Morrison basterebbero due righe riportate dalle più autorevoli enciclopedie della musica: < Astral Weeks è il più grande album rock mai realizzato> e . Se ne potrebbero aggiungere altre. Una di sicuro, è la qualifica di “Più grande cantante soul bianco mai esistito”. In oltre quarantacinque anni di carriera, l’artista irlandese ha attraversato appunto il rock, il pop, il soul, e poi ancora il jazz, il rhythm’n’blues e il country senza tradire mai la sua Musa. Van Morrison lo riconosci alla prima nota, suonata o cantata che sia. Quanto all’uomo che sta dietro all’artista, l’affare si fda complicato: mai nessuno è mai riuscito a placargli l’umore, a penetrare la corazza con cui ha scelto di difendere un’esistenza privata misteriosa e tormentata. In Can You Feel The Silence?, la più classica e completa delle biografie dedicate al cantante di Belfast, Clynton Heyling tenta l’impossibile, ricostruendo nei minimi dettagli tutti i passaggi della vita artistica di Van Morrison, le sue lune e le sue idiosincrasie, i suoi slanci e le sue depressioni, i suoi successi e le sue cadute. Una lettura appagante sotto ogni punto di vista: umano, musicale, poetico”
Dalla controcopertina del libro Can You feel The Silence?, Arcana Edizioni, Roma, euro 29,50

Segnalazione: seminario sulla biodiversità a Cremona


Segnalo questo interesante incontro domani, 5 novembre a Cremona presso la Sala Puerari in via Ugolani Dati 4, alle ore 15,00: LA BIODIVERSITA' E LA GESTIONE PARTECIPATA DEL TERRITORIO. nterverranno l'Artista Ettore Favini, l'Architetto PaeaggistaMelania Bugiani, la Paesaggista e Docente presso l'Università di Genova Milena Matteini e l'Etologo Prof. Riccardo Groppali. Una conversazione intorno al paesaggio dove l'Artista Ettore Favini si confronta, nelle sue opere, con il concetto etico di eco-sostenibilità. Per realizzare alcuni dei suoi progetti, l’artista mette in moto un circolo virtuoso di collaborazioni con persone o istituzioni, coinvolti in un processo condiviso di ricerca del vero, in cui chi parla è altrettanto importante di chi ascolta.
L’artista afferma inoltre l’importanza di una presa di coscienza dell’effimero e la necessità del non fare, come insegna l’etica e l’uso degli spazi verdi in abbandono di Gilles Clément. Una tale pratica richiede una certa dose di energia e di operosità, ma, secondo l’ideale di una vita ecologicamente compatibile, anche di “passività” e di “fede” che il lavoro personale si trasformi in consapevolezza sociale e sforzo collettivo, con la stessa naturalezza con cui prima o poi, da un seme nasce un frutto.

martedì 2 novembre 2010

Come un iceberg

imagine anni 70


ricostruzioni al computer: arch. Lorenzo Bocca

Un cubo perfetto sprofondato nel terreno. Il lato, 50 metri. Emerge solo una parte, inclinata di 83 gradi. E' il lavoro di Francesco Mendini, Alfio Susini e A.G. Bolocan, un sottogruppo dello studio milanese Nizzoli Associati; un locale per lo spettacolo realizzato nel 1972 a Santa Maria dei Sabbioni - Oscasale (Cremona) e conosciuto come Discoteca Diedron. Mentre in America il gruppo S.I.T.E. gettava le basi per le teorie sulla De-Architetturazione come mezzo o prospettiva di trasformazione delle convenzioni architettoniche e urbanistiche, a favore di una architettura concepita come Arte, in Italia nasceva questo edificio che parte da un solido regolare perfetto (il cubo) e ne stravolge le regole di solidità togliendogli un appoggio, spofondandolo ed inclinandolo su un fianco.