giovedì 12 agosto 2010

Ascolto il tuo cuore città

Particolare del pavimento di una piazza di Mantova (foto L. Bocca)

Limiti e pregiudizi di una cultura analitica, abituata a smembrare le cose, a smontarle come si smonta una macchina, ci hanno abituati a considerare le città come musei e gallerie, con tante opere d'arte allineate alle pareti, ognuna provvista di cartellino... Le guide, i libri o persone che siano, ci insegnano di solito a praticare questo gioco al massacro indicandoci i monumenti da visitare, i palazzi e le chiese, le piazze in cui soffermarci, prescrivendoci anche il grado di attenzione e il tempo di permanenza opportuno. In questo modo, alla fine del gioco sapremo della città quello che studiosi ed esperti hanno deciso che è indispensabile per dire di conoscerla, ma non sapremo mai nulla della sua vera natura... Per cogliere la verità di un ambiente, che i pezzi incollati della conoscenza analitica non potranno mai darci, bisogna avere il coraggio di buttarsi nell'acqua senza salvagente e iniziare la lettura di una città proprio come si inizia la lettura di un libro, senza saperne la trama in anticipo, aggirandosi per strade e piazze qualunque, senza una meta precisa che non sia la presa di contatto con il mistero che è di fronte a noi... In questi vagabondaggi che non è affatto necessario siano solitari, che anzi la compagnia e il dialogo arricchiscono nello scambio di osservazioni e di commenti, è importante non stare sempre con gli occhi puntati in avanti a cogliere le immagini prospettiche più convenzionali dello spazio urbano; bisogna imparare a guardare anche in alto e in basso; in alto verso quella variabile fettina di cielo che conclude lo spazio delle strade; e in basso verso le pavimentazioni stradali, sempre diverse nei nostri centri storici e così importanti per definire il valore di un ambiente attraverso un insieme di sensazioni tattili, visive e sonore. "Una città è come una foresta" ha scritto Francesco Milizia "un quadro variato di infiniti accidenti; un grande ordine nei dettagli; confusione, fracasso e tumulto nell'insieme".
Paolo Portoghesi, articolo da "La Repubblica", 1980

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