lunedì 30 agosto 2010

Difendiamo il nostro territorio!


Capita molto spesso di leggere nei corposi documenti dei nuovi PGT (Piano di Governo del Territorio) frasi come queste "...si dovrà prevedere il minore consumo possibile di risorsa suolo e la costruzione di infrastrutture che non creino impatti negativi sui sistemi ambientali...", ma in realtà sono previste scelte urbanistiche che modificheranno irreparabilmente il nostro territorio. Si prevedono nuove lottizzazioni residenziali, nuovi complessi artigianali e industriali e naturalmente nuove strade, nuove rotatorie, insomma nuove infrastrutture che occuperanno il suolo agricolo e modificheranno irreparabilmente il territorio, l'ambiente e il paesaggio. Possiamo però fare qualcosa. A Soncino, il Circolo Culturale Argo Soncino si fa promotore della salvaguardia del terrazzo alluvionale del fiume Oglio, minacciato dalle previsioni di cementificazione selvaggia del Piano di Governo del Territorio. Collegandosi al sito http://paesaggiosoncino.blogspot.com/ si può sostenere l'iniziativa segnalando al FAI il luogo meritevole di tutela.

sabato 28 agosto 2010

Piccole architetture del nostro territorio

Chiesetta di San Vincenzo a Castelleone (stilografica e matita su carta)

Chiesetta di San Giacomo a Castelleone (stilografica e matita su carta)

giovedì 26 agosto 2010

Centodieci metri di mattoni


(foto L. Bocca)

La visione dall'alto di una città è sempre una esperienza emozionante. Dall'altezza di centodieci metri del Torrazzo di Cremona si può cogliere la bellezza delle case, dei palazzi, delle chiese, delle strade, delle piazze, e del paesaggio agricolo, frutto del lavoro e della creatività dell'uomo.

domenica 22 agosto 2010

In viaggio verso Siloe

Siloe
Siloe
Siloe
Siloe
Siloe
Chiesa sull'autostrada
Chiesa sull'autostrada
Chiesa sull'autostrada
(immagini L. Bocca)

Siloe è un monastero in costruzione, nella maremma, vicino a Grosseto.
E’ stato fondato da una piccola comunità monastica che conduce una vita secondo la Regola di San Benedetto.
Una vita semplice che tende all' essenziale, fatta di preghiera e lavoro nella comunione fraterna, aperta all' ospitalità e all' accompagnamento spirituale.
Nell’Antico testamento Siloe era una piscina che, grazie ad un canale fatto scavare nella roccia dal re Ezechia prima del 701 a.c., assicurava il rifornimento d’acqua a Gerusalemme anche durante gli assedi.
Questa acqua era ritenuta il segno della protezione di Dio sulla città.
“La nostra comunità è giunta in Maremma grazie alla donazione di un podere denominato “le Pescine” per la presenza di una sorgente d’acqua. Questa donazione è stata vista come il segno della protezione di Dio sulla comunità e ne è derivato l’accostamento alla storica piscina di Siloe, in Gerusalemme” si legge sul sito della Comunità (www.monasterodisiloe.it)
Il nostro viaggio a Siloe (mi accompagna Padre Antonio, Superiore della Comunità Sacra Famiglia di Orzinuovi) si propone come occasione per parlare, ma anche per stare in silenzio, pensare e pregare.
Ascoltiamo un recente album acustico di Sting dalle sonorità ed atmosfere contemplative invernali e la vivacità del pianoforte di Keith Jarret.
Parliamo molto dei nostri progetti, i progetti della Congregazione Sacra Famiglia, del progetto ambizioso per la nuova palestra teatro l'Arca, arrivando a definire anche i dettagli più importanti.
Parliamo dei problemi della scuola, della necessità di essere generosi nell’insegnamento, del rapporto con gli alunni e le loro famiglie, del principale compito degli insegnanti, quello di educare.
Siloe mi piace subito: quando arrivi ti sembra di arrivare a Ronchamp, sopra quella collina trovi qualcosa di magico e dall'alto puoi scorgere tutto il bellissimo paesaggio.
L'architettura è semplice, razionale, lineare, pulita, come piace a me.
I materiali: pietra, legno e cemento.
Dall'interno le aperture incorniciano pezzi di paesaggio, la geometria predomina a garantire un ordine rigoroso delle cose e degli spazi.
Il contesto naturale si arricchisce con la presenza del monastero che ad oggi è costruito per metà.
Abbiamo passato solo poche ore passeggiando all’interno ed all’esterno degli ambienti, scoprendo gli spazi, i volumi, la luce, ma ci è bastato per rigenerarci in un rinnovato spirito.
Decidiamo, per il viaggio di ritorno, di non rifare il Passo della Cisa ma di passare da Firenze, destinazione Campi Bisenzio.
Ci aspetta di ri-vedere la Chiesa sull’Autostrata, il capolavoro di Michelucci.
Anche qui le emozioni sono tante: una tenda, un riparo, un luogo di sosta per le automobili e di rigenerazione dello spirito.
Dieci ore di auto, ottocentocinquanta chilometri percorsi, ma ne è valsa proprio la pena.
Forse una delle cose più belle di questa estate.

giovedì 12 agosto 2010

Ascolto il tuo cuore città

Particolare del pavimento di una piazza di Mantova (foto L. Bocca)

Limiti e pregiudizi di una cultura analitica, abituata a smembrare le cose, a smontarle come si smonta una macchina, ci hanno abituati a considerare le città come musei e gallerie, con tante opere d'arte allineate alle pareti, ognuna provvista di cartellino... Le guide, i libri o persone che siano, ci insegnano di solito a praticare questo gioco al massacro indicandoci i monumenti da visitare, i palazzi e le chiese, le piazze in cui soffermarci, prescrivendoci anche il grado di attenzione e il tempo di permanenza opportuno. In questo modo, alla fine del gioco sapremo della città quello che studiosi ed esperti hanno deciso che è indispensabile per dire di conoscerla, ma non sapremo mai nulla della sua vera natura... Per cogliere la verità di un ambiente, che i pezzi incollati della conoscenza analitica non potranno mai darci, bisogna avere il coraggio di buttarsi nell'acqua senza salvagente e iniziare la lettura di una città proprio come si inizia la lettura di un libro, senza saperne la trama in anticipo, aggirandosi per strade e piazze qualunque, senza una meta precisa che non sia la presa di contatto con il mistero che è di fronte a noi... In questi vagabondaggi che non è affatto necessario siano solitari, che anzi la compagnia e il dialogo arricchiscono nello scambio di osservazioni e di commenti, è importante non stare sempre con gli occhi puntati in avanti a cogliere le immagini prospettiche più convenzionali dello spazio urbano; bisogna imparare a guardare anche in alto e in basso; in alto verso quella variabile fettina di cielo che conclude lo spazio delle strade; e in basso verso le pavimentazioni stradali, sempre diverse nei nostri centri storici e così importanti per definire il valore di un ambiente attraverso un insieme di sensazioni tattili, visive e sonore. "Una città è come una foresta" ha scritto Francesco Milizia "un quadro variato di infiniti accidenti; un grande ordine nei dettagli; confusione, fracasso e tumulto nell'insieme".
Paolo Portoghesi, articolo da "La Repubblica", 1980

lunedì 9 agosto 2010

Complessità e contraddizioni nella Cattedrale di Cremona

Facciata della Cattedrale di Cremona (disegno L. Bocca)
Pagina del testo di Venturi

" Nella facciata della Cattedrale di Cremona si verifica l'adiacenza violenta delle piccole arcate con l'enorme rosone sovrastante. Una simile architettura riflette la scala dell'edificio stesso e la scala della città che esso domina, così che l'opera si presta ad una visione a distanza ravvicinata ed al tempo stesso domina a grande distanza..."
Robert Venturi
"Complexity and Contradiction in Architecture"
The Museum of Modern Art, New York, 1966, 1977

Mi viene in mente anche l'espressione un pò colorita dell'architetto Pasquale Culotta, allora Preside alla Facoltà di Architettura di Palermo, quando nel 1987, con il suo sigaro in bocca, estasiato dalla bellezza della piazza e della Cattedrale esclamava "c...o che bello!!!!"

domenica 8 agosto 2010

La stele in Piazza della Loggia di Carlo Scarpa

Palazzo della Loggia
La stele e la piazza
La stele commemorativa
Il basamento
rilievo della stele (Arch. L. Bocca)
Il 28 maggio 1974, nel corso di una manifestazione sindacale, con un attentato terroristico, gruppi neofascisti fecero esplodere una bomba in Piazza della Loggia a Brescia. L'attentato provocò la morte di otto persone ed il ferimento di altre centodue. In ricordo del vile attentato, nel settembre 1974, l'Amministrazione Comunale incaricò l'Architetto Carlo Scarpa di redigere un progetto di sistemazione della piazza. Scarpa studia diverse soluzioni, partendo dal basamento sbrecciato di un pilastro del portico, fino alla completa ripavimentazione della piazza. Scarpa è turbato ed il progetto molto travagliato con numerosi ripensamenti. Nel 1976, con l'approssimarsi del secondo anniversario dell'attentato, l'Amministrazione Comunale sollecitò Scarpa per l'approntamento di una soluzione che doveva risultare provvisoria. Prese così piede l'idea di realizzare un cippo commemorativo che alla fine si concretizzò invece nella scelta di una colonna celebrativa. Per la stele Scarpa voleva una vera pietra romana. La colonna venne smussata e squadrata, gli angoli tagliati. La lapide con l'indicazione dei nomi delle vittime venne appaesa alla colonna e fissata con il peso di un cubo in ottone dorato recante la data della strage. L'opera fu conclusa con la realizazione di una sorta di transenna formata da aste cilindriche in legno collegate con elementi in ottone.

Una giornata al Boscone

le mura di Pizzghettone e il campanine della Chiesa di San Bassiano
La Chiesa di San Bassiano
Particolare della facciata della Chiesa di San Bassiano
Il ponte sul fiume Adda a Pizzighettone
Il fiume Adda lungo la strada che porta alla Tenuta del Boscone
L'ingresso alla Tenuta del Boscone
Un laghetto all'interno della Tenuta del Boscone
L'area pic nic con i nostri zaini
La Cascina all'interno della Tenuta
Enrico al Boscone

Percorrendo un tratto della Ciclabile delle Città Murate che parte da Soncino, io e mio figlio Enrico siamo arrivati a Pizzighettone e, attraverso una strada che costeggia il fiume Adda, abbiamo raggiunto la Tenuta del Boscone, una oasi verde, riserva naturale situata all'interno del Parco Regionale Adda Sud, su un area di circa 300 ettari. Abbiamo esplorato la riserva in bicicletta lungo numerosi sentieri e non è stato difficile incontrare lungo il tragitto alcuni simpatici animali. E' un luogo ideale per rilassarsi o per praticare attività fisica. Dopo una sosta all'area pic nic per un panino a mezzogiorno, dove è possibile anche grigliare la carne, abbiamo giocato a calcio, a carte e ci siamo divertiti raccontandoci barzellette. Enrico è riuscito anche a dedicarsi un po ai compiti delle vacanze di Italiano mentre io mi divertivo a fargli un ritratto a matita.

giovedì 5 agosto 2010

Una Chiesa "pluri-decorata"




foto L. Bocca

A Pizzighettone (CR), oltrepassato il ponte sul fiume Adda, si trova la Borgata di Gera dove nel XVIII secolo fu edificata la chiesa di San Pietro. Della primitiva struttura architettonica conserva solo qualche elemento decorativo, oltre al campanile ottocentesco. Sono invece evidenti gli interventi "in stile" degli anni sessanta del secolo scorso con il rivestimento della facciata e di parte dei fronti laterali con marmi lucidi e mosaici coloratissimi. Lascio giudicare questo intervento con la sensibilità artistica del lettore. Ci sono superfici ancora libere! Decoratori fatevi avanti con nuove proposte!

Casa che sparisce (3)

foto L. Bocca

E' la casa sull'albero, una architettura "aerea" minimalista che sparisce tra le foglie (vedi post del 16 aprile 2010)