domenica 6 giugno 2010

Strumenti del disegno

Tavolo
Mi piace disegnare su un tavolo leggermente inclinato che pongo davanti la finestra, preferibilmente a nord. Disegno di giorno, disegno in piedi: indietreggio, mi muovo. Quando faccio uno schizzo, mi siedo su uno sgabello da bar. Abbasso una gamba, poi l'altra.
Carta
Anche quando ero sprovvisto di denaro, volevo lavorare su carta di prima qualità. Disegnavo pensando di esporre i miei progetti e di farli riprodurre.
Matita
Le migliori venivano dalla Cecoslovacchia. Erano le matite Kho-i-Noor. Non utilizzavo che le mine dure, 3H o 5H o più dure ancora. Non ho mai disegnato a carboncino
Tiralinee
Quando sono andato a Parigi per la prima volta ho trovato da un rigattiere un vecchio tiralinee francese di eccellente qualità. Il manico era d'avorio. Non me ne sono più separato.
Compasso
Il compasso mi fu molto utile. Mi ero procurato un compasso francese dotato di un balustrino. Era il mio preferito.
Squadra
Per tirare le linee non utilizzavo che strumenti di legno duro, squadre, una grande riga a T. Il mio doppio decimetro ha più di cinquant'anni. Lo lavo di tanto in tanto.
Cancellare
Io cercavo di non cancellare mai. Sapevo dove volevo arrivare. Se passavo ad inchiostro un disegno costruito prima a matita, lasciavo il tratto a matita e ottenevo così un effetto di vibrazione. Ai miei allievi dicevo di non cancellare, di riflettere a lungo prima di disegnare, anche una settimana se occorreva.
Cappello
Io ho disegnato il mio primo cappello verso il 1927 secondo la logica dello spicchio d'arancia. Ordinato su disegno al cappellaio Ronzière di Ginevra è stato eseguito a Londra, poichè Borsalino non fabbricava che modelli depositati. Lo scultore colosso James Vibert si è seduto sul mio cappello la sera in cui siamo andati a vedere Tempete sur l'Asie. Il mio cappello è diventato inutilizzabile. Da allora ho rinunciato al copricapo.

Nell'epoca del computer impariamo dal Maestro Alberto Sartoris

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