martedì 4 maggio 2010

Roma 2.0: Sant'Ivo

vista dal portone di ingresso al cortile (foto Bocca)
interno (foto Bocca)

interno (foto Bocca)
Quante volte sono stato a Roma? Non le conto più. Ormai mi ero rassegnato per l'impossibilità di potere entrare nella Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza di Francesco Borromini. Una volta, solo di passaggio, mentre attendevo il treno che mi avrebbe portato a casa, feci una corsa dalla stazione Termini fino in Corso del Rinascimento. Inutilmente, il portone era sempre chiuso. Grande delusione. Stavolta però sono riuscito ad entrare con l'emozione di chi finalmente può vedere con i propri occhi uno dei massimi capolavori dell'Architettura. Un interno luminoso, bianco (l'unica nota cromatica è la Pala dell'Altare eseguita da Pietro da Cortona), limpido. Seguivo le linee della base della volta, le curve concave e convesse, pensando ai disegni realizzati dai miei studenti, risalivo con la vista fino alla lanterna e poi ritornavo lungo le lesene fino alla lettura del disegno del pavimento. Sant'Ivo è la più alta espressione della ricerca di Borromini, uno spettacolare saggio di abilità tecnica ed artistica.

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