mercoledì 26 maggio 2010

Corrado Levi - 18 modi di progettare ad arte

progettare con errori - tavola eseguita nel corso di Progettazione Architettonica tenuto da C. Levi - L. Bocca (1985)
Corrado Levi è stato mio Professore di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano negli anni 80. Sono debitore verso le sue lezioni che mi hanno aperto la mente e la strada verso nuovi orizzonti e conoscenze, andando oltre i concetti classici della progettazione. Con lui ho scoperto Escher, Alighiero Boetti, Erik Satie, Lewis Carrol, De Pisis, Carla Accardi, Pessoa, Franco Albini e tanti altri. Bastavano poche parole di Levi, o solo la sua presenza o l'incontro con Artisti che presentavano il loro lavoro a noi studenti (potevano essere designer, pittori, prestigiatori, disk jockey o parrucchieri di tendenza, non importava) per ricevere nuovi stimoli da inserire nei nostri progetti. Levi aveva la capacità di suscitare in noi interesse anche dalla disposizione casuale di mozziconi di sigarette sul pavimento o da una macchia di umidità sul muro. A conclusione del corso dovevamo progettare un oggetto architettonico volutamente con errori. Io scelsi di recuperare Villa Savoye di Le Corbusier che inserii su nuovi pilotis a forma dell'uomo modulor dello stesso Le Corbusier ma totalmente sproporzionati rispetto alle sue rigide dimensioni. In basso un collage di monumenti a formare la città storica e sullo sfondo una pioggia di numeri, quelli della serie rossa e serie blu del modulor. In cima, oltre Villa Savoye, un mare pieno di barche. Ricordo ancora che un giorno, una domenica da neolaureato, rividi Levi seduto sui gradini di una Chiesa a Genova attorniato dai suoi nuovi studenti. Tutti erano attratti e rapiti dal suo discorso e la cosa mi emozionò tantissimo.
Si preannuncia quindi molto interessante la mostra "Corrado Levi - 18 modi di progettare ad arte" che si aprirà il prossimo 9 giugno al GAMeC (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo) dedicata a Corrado Levi, figura poliedrica e multidisciplinare dell’arte e della cultura italiana. Artista, Architetto, Scrittore e Critico, Corrado Levi ama definirsi "italiano di plurima formazione: allievo, come architetto, di Franco Albini e Carlo Mollino, come scrittore di Karl Kraus e di Erik Satie, come artista di molte generazioni di artisti, dall’Arte Povera di cui imparo il linguaggio, alla Transavanguardia a cui rubo la libertà, ai graffiti di cui invidio la strada, e molti altri”. E' la prima mostra a lui dedicata da una istituzione museale "...in cui le opere mostrano possibilità nuove con cui impostare l’arte e la progettazione in senso lato, lasciandosi influenzare da altre suggestioni; progetti densi di attenzioni funzionali e accortezze costruttive; progetti fatti “ad arte” e “arte progettata”; lavori che guardano con attenzione al linguaggio del corpo, tra erotismo e humour; opere come invenzioni produttive, messe in gioco per realizzare quelle idee. Opere che partono anche dagli errori, che non dimenticano di inserire indizi o depistaggi, per regalare nuove chiavi di lettura o portare lontano dall’immediata comprensione; che trovano soluzioni attraverso una teoria di variazioni, sperimentando tutte le possibilità a portata di matita, pennello, scultura, istallazione, modello o azione. Opere che si guardano intorno, rispettando il contesto, le preesistenze, la natura; che alludono, suggeriscono, rimandano, tra sorriso e sogno; progetti in cui, alle volte, la scelta primaria è quella di non scegliere, lasciando vincere il caso, dopo averlo compreso..." (tratto dalla presentazione sul sito www.gamec.it).

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