lunedì 31 maggio 2010

Collaudo della cucina solare in cartone




Confesso che qualche giorno fa ero veramente abbattuto dopo avere provato, con scarsi risultati, la nuova cucina solare in cartone. Su questo modello, i miei studenti delle classi terze hanno realizzato le loro, almeno una trentina.
Ci mancava anche il parente Ingegnere, una specie di tuttologo, a dirmi che avrei dovuto calcolare il punto di fuoco della parabola e che comunque la superficie riflettente era modesta per potere riscaldare adeguatamente l'acqua.
In effetti, dopo almeno tre tentativi, l'acqua arrivava ad un massimo di 42 gradi, anche dopo più di tre ore di esposizione al sole! Addio pranzo solare quindi? No, la soluzione c'è, basta capire dov'è il problema. Nella pentola! Sin ora avevo utilizzato comuni pentole in alluminio che naturalmente invece che assorbire il calore del sole, lo riflettevano. Anche con un comune coperchio, la cosa non cambiava. Ho provato allora oggi con una pentola molto più larga e bassa, nera, con superficie antiaderente e coperchio di vetro. E devo dire che funziona. Dopo solo mezz'ora l'acqua aveva raggiunto una temperatura di 45 gradi ed ha continuato a salire in modo costante, pronta per buttare la solita pasta.
Quindi tranquilli: il pranzo solare, tempo permettendo, si farà!

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